shock termico vetro finestre: la soluzione di Costantin Serramenti per la chiesa di Fratta Polesine (Rovigo)

Shock termico vetro finestre: più sicurezza per la chiesa di Fratta Polesine

La rottura del vetro per shock termico è un’eventualità da prendere sempre in considerazione. In questo articolo ti illustro tutte le fasi del lavoro che abbiamo svolto per la sostituzione delle vecchie finestre per la chiesa di Fratta Polesine (Rovigo)

“E come la mettiamo con la rottura del vetro per shock termico?”

Sono esattamente queste le parole che ho detto all’architetto che ci ha contattati per il restauro della chiesa di Fratta Polesine (Rovigo).

E sulla base di questa mia domanda è stata data piena fiducia alla mia azienda per la sostituzione delle vecchie finestre della chiesa.

Ma voglio illustrarti nel dettaglio la situazione e mostrarti quanto è importante non sottovalutare mai nessun aspetto durante la progettazione di qualsiasi intervento.

Appunto, la progettazione dell’intervento.

Da dove partire?

Sempre da una consulenza iniziale per analizzare a fondo il caso, senza tralasciare nessuna criticità, come quella dello shock termico del vetro.

Ecco cosa abbiamo fatto per questa splendida chiesa del piccolo comune veneto di Fratta Polesine.

Resistenza allo shock termico vetro: ecco cosa è emerso dall’analisi del caso

Siamo stati contattati dall’architetto che ci aveva già commissionato la sostituzione di tutti i serramenti per la scuola di Piacenza d’Adige (Padova) – un intervento portato a termine con successo- per prendere parte all’importante restauro della chiesa di Fratta Polesine.

La prima richiesta era quella di sostituire tutti i vecchi serramenti in ferro con soluzioni di ultima generazione, sempre in ferro ma con vetro stratificato.

Ma durante la consulenza la direzione presa è stata un’altra.

Perché?

Perché nessuno aveva considerato – e mi riferisco alle altre aziende di infissi e serramenti della zona che erano state contattate- un grande problema: lo shock termico del vetro delle finestre.

Mi spiego meglio.

Le finestre della facciata della chiesa si trovano in una posizione molto scomoda per qualsiasi intervento di manutenzione, vista l’altezza dell’edificio. Addirittura, 3 delle principali finestre si trovano a circa 15 metri da terra.

Ma c’era un altro problema di fondo: l’esposizione delle finestre.

In questo specifico caso, era necessario trovare una soluzione ad hoc per far fronte proprio al problema dello shock termico del vetro.

Infatti, in caso di forte irraggiamento solare e in condizioni di un vetro esposto per metà al sole e per l’altra metà all’ombra, potrebbe verificarsi una rottura improvvisa.

E chi avrebbe sostituito i vetri a quell’altezza?

Nessuno.

Garanzia shock termico vetro finestre: chi paga?

Apro una piccola parentesi per essere più preciso in merito all’eventualità di rottura del vetro per shock termico.

Lo shock termico si verifica a seguito di una dilatazione termica della lastra di vetro causata da una forte variazione di temperatura.

Ecco cosa potrebbe accadere: 2 zone della lastra potrebbero raggiungere temperature diverse tra loro – ed era proprio la mia più grande paura, vista l’esposizione delle finestre della chiesa – e, mentre una parte tenderà a dilatarsi, l’altra opporrà resistenza.

Con sforzi di trazioni del genere il vetro della finestra è destinato a rompersi.

Quindi, 2 erano i problemi principali a cui trovare soluzione:

  • garantire la massima sicurezza per un edificio frequentato sempre da molte persone;
  • evitare di ritrovarsi con vetri rotti e nessun professionista pronto a rispondere dell’accaduto.

Infatti, non esiste una garanzia per shock termico del vetro e nessun installatore o vetraio si sarebbe “accollato” l’onere della sostituzione.

Quindi, chi avrebbe pagato il vetro nuovo in caso di rottura? E le spese per la sostituzione? E il noleggio della gru e di tutti gli altri mezzi necessari per l’intervento?

Puoi ben capire che, dopo aver sollevato il problema dello shock termico del vetro durante la consulenza iniziale, l’attenzione dell’architetto si è focalizzata unicamente sul nostro metodo di lavoro.

Sì, perché senza un’analisi di tutte le criticità del caso è impossibile trovare una soluzione in grado di assicurare comfort e sicurezza.

E il nostro sistema unico di lavoro, UniCostantin, prevede proprio questo:

  • consulenza iniziale per un’approfondita analisi del caso;
  • progettazione di un intervento mirato per risolvere tutti i problemi e non averne in futuro.

Che cosa ho proposto per la chiesa di Fratta Polesine?

Resistenza shock termico vetro: pericolo scongiurato con la nostra soluzione

Provvedere alla sostituzione delle vecchie finestre della chiesa non è stato un lavoro semplice, dato che lavorare a quelle altezze, spostando finestre di un certo peso, era anche molto pericoloso.

Ma con tutte le accortezze del caso siamo riusciti a portare a termine il lavoro nei tempi previsti e senza nessun intoppo in cantiere. Anche perché, sulla precisa organizzazione si basa il nostro modo di lavorare.

Ecco le soluzioni proposte per evitare lo shock termico dei vetri, rendere gli ambienti più luminosi e migliorare l’isolamento termoacustico in chiesa:

  • finestra in acciaio a taglio termico con profilo Jansen per la massima garanzia di robustezza;
  • vetrocamera con gas argon con trattamento selettivo e 2 lastre da 6 mm di vetro temprato esterno, unite da 4 pellicole di sicurezza. Il vetro selettivo è stato scelto per le finestre con maggiore esposizione alla luce del sole, favorendone il passaggio, ma evitando di causare il surriscaldamento dell’ambiente interno.
  • vetrate blu filo-grezzo temperato e satinate filo grezzo temperato con 2 lastre interne, da 5 e 4 mm. La scelta del vetro temprato è stata fatta per garantire la massima sicurezza per le persone in chiesa, mentre la finitura satinata e con colore blu per ottenere un piacevole effetto estetico.

E lo shock termico vetro? Con questi vetri, nessun pericolo di rottura a causa della differenza di temperatura della lastra.

È andato tutto liscio come l’olio, ma non è stato semplice.

Ecco alcuni dettagli del nostro intervento

Abbiamo preso le misure dei serramenti senza smontare quelli vecchi. Era necessario fare così per non lasciare aperta la chiesa ed evitare i danni di eventuali temporali estivi.

Anche prendere le misure è stata una bella sfida: abbiamo utilizzato una gru con cestello per raggiungere i fori dei vecchi serramenti in ferro che erano murati.

Per quanto riguarda la posa in opera delle nuove soluzioni proposte, per eliminare il problema dello shock termico vetro e per garantire luminosità, isolamento termoacustico e sicurezza, abbiamo sudato un bel po’.

I nuovi serramenti erano alti 6 metri e, visto il tipo di vetro che abbiamo proposto, il peso degli stessi era un problema davvero notevole.

Come abbiamo risolto?

Utilizzando delle ventose a basso spessore e un argano apposito attaccato all’impalcatura che era staccata dal muro per circa 40/50 cm.

I vetri frontali invece sono stati installati compresivi di telaio utilizzando un camion gru.

È stata una grande soddisfazione:

  • nessun errore di misura;
  • tempi di consegna rispettati;
  • nessun danno a prodotti o allo stabile.

Tutto secondo i piani, anzi secondo la nostra precisa progettazione dell’intervento.

Perché il lavoro è stato affidato a Costantin Serramenti? Consulenza batte preventivo!

L’aver sollevato la questione dello shock termico vetro non è stata l’unica cosa che ha permesso alla mia azienda, Costantin Serramenti, di ottenere questo importante lavoro. Anche perché il lavoro da noi garantito aveva un costo decisamente più alto rispetto a quello delle altre aziende contattate.

Ma siamo stati scelti perché già nella prima consulenza abbiamo parlato di:

  • costi certi, compresivi di noleggio gru e altre spese per il montaggio, che non sarebbero cambiati in corso d’opera;
  • posa in opera qualificata delle nuove finestre fatta da personale interno all’azienda per garantire il massimo risultato possibile dai nuovi infissi;
  • garanzia del pieno rispetto dei tempi di consegna.

Insomma, siamo stati scelti per il nostro sistema unico di lavoro e per quell’organizzazione aziendale che manca a molte altre aziende di infissi e serramenti.

E proprio mettendo in pratica il nostro sistema, partendo da una consulenza, siamo riusciti a consegnare tutto nei tempi previsti, nonostante i colori delle finestre siano stati scelti durante i primi giorni di luglio e la data fissata per la fine dei lavori era il 15 settembre.

Come abbiamo fatto?

Organizzazione!

Se vuoi saperne di più sul sistema unico di lavoro di Costantin Serramenti, UniCostantin, non devi far altro che contattarmi per una consulenza e insieme troveremo la migliore soluzione anche per la tua casa.

Stefano

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Stefano Costantin

Sono Stefano Costantin, mi occupo di serramenti da quando avevo 19 anni.

Lavoro nella azienda di famiglia da quel momento e sono, a tutti gli effetti, la terza generazione impegnata in questo mestiere.

Fin da bambino sono cresciuto in mezzo alle finestre, in un vero e proprio “casa e bottega” con mio papà e mio nonno.

Ho iniziato con la gavetta, per molto tempo infatti ho vissuto il cantiere e le esigenze dei clienti.

Negli ultimi anni mi sto dedicando ad evolvere l’azienda di famiglia, per dare un servizio sempre più personalizzato a tutti i clienti, attraverso formazione continua e lo studio di nuovi sistemi di lavoro e montaggio.

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Stefano Costantin

Sono Stefano Costantin, mi occupo di serramenti da quando avevo 19 anni.

Lavoro nella azienda di famiglia da quel momento e sono, a tutti gli effetti, la terza generazione impegnata in questo mestiere.

Fin da bambino sono cresciuto in mezzo alle finestre, in un vero e proprio “casa e bottega” con mio papà e mio nonno.

Ho iniziato con la gavetta, per molto tempo infatti ho vissuto il cantiere e le esigenze dei clienti.

Negli ultimi anni mi sto dedicando ad evolvere l’azienda di famiglia, per dare un servizio sempre più personalizzato a tutti i clienti, attraverso formazione continua e lo studio di nuovi sistemi di lavoro e montaggio.

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Costantin Serramenti
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